Ecco la luce (ultravioletta) che può far male al virus

Studio della Columbia University: le fonti luminose UVC (lontane) hanno una lunghezza d’onda più corta e non danneggiano le cellule umane viventi ma possono attaccare virus e batteri che circolano nell’aria. Attenzione alle bufale: gli UV convenzionali non possono essere utilizzati in presenza di persone perché dannosi per la salute

Un’altra giornata a pianificare lezioni virtuali e riunioni con colleghi sparsi per il mondo sta per cominciare quando ricevo due messaggi: il primo mi giunge dai colleghi della Columbia University e descrive una tecnica in via di sviluppo per ridurre la diffusione del coronavirus tramite luce ultravioletta lontana (UVC); il secondo, su Twitter, scongiura di non iniettarsi disinfettante per proteggersi dal coronavirus o di non esporsi a luce ultravioletta, tantomeno irradiare il proprio corpo con la stessa tramite sonde invasive. Il primo pensiero va a qualcuno che, in maniera sconsiderata, assurda e ottusa ha diffuso questa bufala. Mi chiedo chi possa essere così irresponsabile per scoprire, dopo poco, che è l’ennesima acrobazia mal riuscita del presidente Trump. E’ bene, perciò, chiarire di che cosa stavano parlando i colleghi della Columbia.

Non penetra nei tessuti
Gli ospedali e i laboratori usano spesso la luce UV germicida per sterilizzare le stanze non occupate, così come altre attrezzature. La luce UV convenzionale non può essere utilizzata in presenza di persone perché è fortemente dannosa per la nostra salute. Al contrario, quella che viene generalmente definita luce UVC lontana (far-UVC), che ha una lunghezza d’onda più corta, non danneggia le cellule umane viventi (poiché non riesce a penetrare nei tessuti) ma può ancora uccidere virus e batteri che fluttuano nell’aria o che sono presenti sulle superfici e indumenti. Numerosi studi a lungo termine condotti su animali e umani hanno confermato che l’esposizione ai raggi UVC non causa danni alla pelle o agli occhi.

Messe a punto le nuove lampade
Due punti sono, perciò, fondamentali: il primo è che la luce UVC non ci “libera” dai virus ma attacca i virus che sono sospesi nell’aria o sulle superfici che ci circondano; il secondo è che non tutti i raggi UV sono gli stessi, anzi la radiazione UV è molto pericolosa per l’uomo e solo alcuni tipi di lunghezze d’onda non lo sono. La tecnologia, sviluppata dal Center for Radiological Research della Columbia University utilizza lampade che emettono dosi continue e basse di far-UVC. “La luce ultravioletta UVC ha il potenziale per essere un “punto di svolta “, ha affermato David Brenner, professore di biofisica delle radiazioni e direttore del centro. “Può essere tranquillamente utilizzata negli spazi pubblici occupati e uccide i patogeni nell’aria prima che possiamo inspirarli” , continua Brenner.

Efficaci per eradicare due tipi di coronavirus
Gli esperimenti del team della Columbia hanno dimostrato che i raggi UV-C (e non quelli UV convenzionali, badate bene!) sono molto efficaci nell’eradicare due tipi di coronavirus stagionali quando sospesi nell’aria (quelli che causano tosse e raffreddore). I ricercatori stanno ora testando la luce contro il virus SARS-CoV-2 in collaborazione con colleghi del Center for Infection and Immunity in un laboratorio di biosicurezza del centro medico della Columbia, con risultati incoraggianti, ha detto Brenner. La tecnologia può essere facilmente adattata agli impianti d’illuminazione esistenti, con potenziale enorme per ospedali, scuole, rifugi e aeroporti, per esempio. Le lampade Far-UVC sono ora in produzione, anche se ci vorrà qualche mese per accelerare la produzione su larga scala e , ovviamente, bisognerà aspettare l’approvazione da parte della Food and Drug Administration and Environmental Protection Agency.

Attenti alle false aspettative
Le lampade UVC ci permettono di combattere la battaglia contro il coronavirus prima che entri nel nostro corpo, aggiungendosi allo sforzo di coloro che stanno cercando una cura o vaccini. Forse, un giorno, i raggi UVC saranno capaci anche di annientare le ottuse e pericolose affermazioni di coloro che non sanno di cosa parlano e, in tal modo, rendono la situazione peggiore. Nel frattempo, ascoltate solo coloro che sanno di cosa parlano e attenti alle false aspettative: il diritto ad un’informazione corretta non è solo alla base della nostra democrazia ma della nostra stessa vita.

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Fonte: repubblica.it
Articolo di MARCO TEDESCO

CANAPA COSMETICA: TUTTE LE PROPRIETÀ, GLI USI E I BENEFICI

Scopri tutte le proprietà della canapa cosmetica

L’olio di canapa – sempre più conosciuto, diffuso e ricercato grazie alle sue caratteristiche benefiche – è oggi un prodotto molto apprezzato soprattutto per le sue proprietà cosmetiche.
Originario dell’Asia Centrale, l’olio di canapa esercita un’azione idratante, rigenerante e nutriente.
A distinguerlo dagli altri oli in commercio utilizzati nel settore c’è sicuramente il suo odore piuttosto forte e deciso e il suo colore verde-grigio che tende allo scuro.

L’olio che viene estratto a freddo dai semi di canapa è preziosissimo perché ricco di acidi grassi insaturi, acido Gamma Linoleico, amminoacidi essenziali, oligoelmenti, ma soprattutto di Omega-3 e Omega-6 (presenti nel rapporto 1:3, ovvero il rapporto migliore consigliato dai medici, perché particolarmente salutare per l’organismo). Ma non è tutto, perché l’olio di semi di canapa è ricco anche di vitamina A, B1, B2 (la vitamina di cui hanno bisogno, ad esempio, i vegani), la vitamina E, antiossidanti e fitosteroli, senza dimenticare la varietà di minerali presenti al suo interno, come calcio, ferro, fosforo, magnesio e potassio.

In particolare, ci sono alcuni componenti dell’olio di semi di canapa che presentano delle proprietà benefiche per la cura e la salute della pelle, come – ad esempio – l’acido Gamma Linoleico, un elemento fondamentale per garantire la salute della nostra pelle e prevenire la disidratazione, la desquamazione e tutti i disturbi della cheratinizzazione.

La presenza degli acidi Grassi polinsaturi e il rapporto 1:3 degli Omega3-Omega6 permette al nostro corpo di ricevere e mantenere una corretta idratazione, mentre la vitamina E contribuisce alla prevenzione delle malattie, grazie alla sua azione antiossidante, che rallenta la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento della pelle e del corpo.

Scopri tutti i cosmetici alla canapa proposti in vendita da Annabis!


Grazie alla sua composizione chimica naturaleaiuta a rendere la pelle più elastica, idratata e luminosa. In effetti, questo prodotto che oggi viene utilizzato puro – o all’interno di preparazioni cosmetiche come creme, unguenti e pomate, fluidi dopo-sole, saponi e detergenti per il corpo, creme ricostituenti e prodotti viso post-rasatura e anti-age – è particolarmente indicato per il trattamento delle pelli che tendono a seccarsi, a screpolarsi, ad arrossarsi e irritarsi facilmente e per quelle che mostrano i segni dell’invecchiamento. Ma l’utilizzo regolare di questo olio è consigliato anche per le pelli sensibili, in particolare quelle che risentono delle temperature basse e degli agenti atmosferici.

Una delle caratteristiche dell’olio di canapa per uso cosmetico è non solo la sua fluidità, che consente di applicarlo in modo semplice e rapido sulla pelle senza spreco di prodotto, ma anche la facile assorbibilità che non lascia tracce di unto sulla pelle. Per poter apprezzare al meglio i benefici dell’olio di canapa – per un’azione idratante, ricostituente e rigenerante- è consigliato utilizzarlo puro, possibilmente prima di coricarsi. Durante la notte, infatti, la pelle si rigenera e assorbe al meglio tutte le sostanze che spalmiamo. Ma gli usi e le applicazioni cosmetiche dell’olio di canapa sono tantissimi; non a caso è un ingrediente utilizzato ampiamente anche nei preparati cosmetici casalinghi. Ecco qualche esempio di cosmetico naturale a base di olio di canapa da utilizzare quotidianamente per poter rigenerare la pelle di viso e corpo.

Crema fai da te con olio di canapa per le rughe

Preparate un unguento cosmetico antinvecchiamento mescolando 10 ml di olio di canapa, 8 ml di olio di rosa moscheta e 10 ml di olio di germe di grano, poi applicatelo con i polpastrelli su viso e collo due volte al giorno, sia la mattina dopo la detersione del viso, sia prima di andare a dormire.

Doposole naturale all’olio di canapa fatto in casa

Dopo una giornata di mare e sole intenso, la pelle tende ad essere arrossata e generalmente è necessario trattarla con una crema lenitiva dopo-sole.  Invece che ricorrere ai prodotti tradizionali da profumeria, che contengono anche sostanze chimiche e talvolta poco salutari, è possibile realizzare un unguento casalingo con pochi e semplici ingredienti naturali. Per realizzarlo basta unire 10 ml di olio di canapa, 10 ml di oleolito di calendula e 10 ml di olio essenziale di salvia. Questi tre elementi, infatti, esercitano un’azione calmante e cicatrizzante aiutando così la pelle a rigenerarsi in modo naturale.

Maschera nutriente per viso all’olio di canapa

Mettete nel frullatore 1 avocado biologico molto maturo, sbucciatodenocciolato e tagliato a dadini, mezzo bicchiere di olio di canapa5 gocce di olio essenziale di lavanda e frullate tutto fino a quando non otterrete un composto semi liquido omogeneo. A questo punto aggiungete 3-4 cucchiai di miele biologico e mescolate in modo da ottenere una crema.
Effettuate un’attenta pulizia del viso e – se possibile – lasciate aprire i pori della pelle rimanendo per una decina di minuti davanti ad una fonte di vapore (ad esempio una pentola con acqua bollente). Poi, con un pennello da trucco pulito stendete questo composto sulla pelle del viso e del corpo, lasciate agire 20-25 minuti, poi risciacquate con acqua tiepida, con l’aiuto di una spugnetta. Terminata la maschera, applicate una crema a base di canapa o dell’olio di canapa puro ad uso cosmetico.

Qui trovi un articolo sulle possibili controindicazioni dell’olio di canapa.

Fonte: annabis.it

OLIO DI SEMI DI CANAPA: PROPRIETÀ E BENEFICI

Scopri perché è importante utilizzare regolarmente questo prezioso olio

È ricco di acidi grassi essenziali, ha proprietà antinfiammatorieantiossidanti e immunostimolanti, tanto da essere sempre più usato sia nella produzione di cosmeticiprodotti parafarmaceuticimassaggi terapeutici, rilassanti e ayurvedici: stiamo parlando dell’olio di canapa.

Si tratta di un vero e proprio alleato della bellezza, giovinezza e della cura della persona, perché aiuta a ristabilire il corretto equilibrio epidermico. Utilizzato da tempo in vari ambiti, l’olio di canapa è stato scoperto dal mondo cosmetico solo pochi anni fa e oggi è sempre più utilizzato nella produzione di tantissimi prodotti destinati all’idratazione dell’epidermide, perché – grazie all’alto contenuto di acido Gamma linoleico e di omega 3 – è un ingrediente fondamentale per la sintesi dei ceramidi, ovvero lo strato fondamentale che costituisce la nostra pelle. Non a caso, l’olio di canapa viene usato oggi sia come componente di unguenti, creme antirughe, lozioni anti-età, pomate e detergenti di vario tipo, per risanare e ammorbidire le pelli secche e screpolate, sia per la produzione di oli da massaggio, shampoo e saponi, che aiutano a ristabilire il corretto equilibrio e nutrimento della pelle, grazie alla sua azione detergente, lenitiva e idratante. In questo articolo parleremo dell’olio di canapa, dei suoi benefici e delle possibili controindicazioni riscontrate.

Scopri anche i benefici e le proprietà della canapa cosmetica!

Olio di Canapa: le proprietà e i benefici

L’olio di canapa si distingue per il suo colore, che può variare sensibilmente dal verde chiaro al verde più scuro e intenso. Il suo odore non è particolarmente forte e l’aroma deciso ricorda vagamente quello della nocciola.
La differenza fondamentale tra l’olio canapa (ottenuto dall’estrazione dai semi) e gli altri oli impiegati nell’alimentazione è il contenuto di acido alfa linolenico, ma anche l’equilibrio tra omega-3 e omega-6, presenti in questo prezioso olio in un rapporto 3:1. Questa proporzione è particolarmente raccomandata da medici e ricercatori nutrizionisti, perché aiuta il naturale equilibrio dell’organismo.  

Non a caso, infatti, l’olio di canapa impiegato nel settore alimentare è in grado di fornire numerose vitamine, come la A, la E, ma anche la B1, B2, PP, e la C, quantitativi ideali di sali minerali fondamentali, come ferro e calcio, fosforo, magnesio e potassio, grandi quantità di amminoacidi, elementi fondamentali per l’organismo umano, ma anche fitosteroli e cannabinoidi (in particolare CBD, ovvero il Cannabidiolo) che favorisce il rinforzo del sistema immunitario e anche di quello cognitivo.
Assumere ogni giorno 4-5 cucchiaini di olio di canapa aiuta a ridurre velocemente i valori del colesterolo e dei trigliceridi presenti nel sangue. Può essere utilizzato al posto del normale olio extra vergine di oliva, l’importante però è usarlo sempre a crudo, per non disperderne le proprietà benefiche; per questo è importante diffidare dalle guide e dalle ricette che consigliano di cucinarlo (in tal caso non sarebbe nocivo, ma andrebbero disperse tutte le sue proprietà benefiche).

Leggermente diverso l’olio di semi di canapa per uso medico e cosmetico, perché generalmente più raffinato, privo dei suoi nutrimenti, dall’odore meno forte e dal colore più chiaro rispetto a quello destinato all’uso alimentare.
L’olio di canapa a uso cosmetico e medico è sempre più spesso utilizzato per la cura delle dermatiti secche e atopiche, ma anche per combattere i segni e gli effetti della psoriasi, l’herpes, gli eritemi e degli eczemi, tutte le tipologie di pruriti, verruche e perfino micosi e infiammazioni topiche.

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L’olio di canapa è un ottimo alleato per la bellezza e il benessere della persona, perché – grazie agli studi effettuati negli ultimi anni – si è rivelato un potente antiossidante per la pelle, in grado di ridurre le rughe e attivare un’azione idratante, antiossidante e rigenerante per i tessuti. Ma non è tutto, perché le proprietà e i benefici dell’olio di canapa in ambito cosmetico sono visibili anche sui capelli, specie quelli aridi e crespi: questo particolare olio, infatti, è in grado di restituire alla chioma la sua originaria morbidezza e lucentezza, specie dopo situazioni di stress emotivo o danneggiamenti dovuti al sole e alla salsedine.

Olio di canapa: controindicazioni

Nel considerare le possibili controindicazioni, è bene precisare che l’olio di canapa comunemente venduto e disponibile sui siti e nei negozi specializzati non contiene sostanze psicoattive, perché ottenuto dalla famiglia di canapa chiamata Sativa o Utile (e ben diversa da quella Indica). Il principio attivo stupefacente presente in questa particolare varietà di canapa, infatti, ovvero il THC (tetraidrocannabinolo) è così basso che – per avere degli effetti psicotropi – occorrerebbe assumerne in quantità eccessive, orientativamente dai 5 ai 9 litri ogni giorno. In base all’esito degli studi effettuati, nei tanti Paesi del mondo, sull’assunzione dell’olio di canapa Sativa, emerge come ad oggi non si sia verificato alcun caso di effetto collaterale derivante dal consumo di questo prodotto. Al contrario, sono stati evidenziate tante virtù e numerosi benefici, sia sui bambini che sugli adulti. I prodotti cosmetici e medicali a base di olio di canapa, infatti, sono estremamente preziosi, perché composti esclusivamente da ingredienti naturali, privi di THC.

Olio di canapa e olio di Cannabis: le differenze

Spesso quando si leggono informazioni e approfondimenti sull’olio di canapa, nascono ambiguità dettate da alcune imprecisioni e – soprattutto – dalla tendenza a confondere due prodotti simili, ma comunque differenti: l’olio (di semi) di canapa e l’olio di cannabis. Il primo – come abbiamo visto – è un olio estratto dai semi della pianta e può essere utilizzato come integratore alimentare o come ingrediente naturale nei cosmetici.
Il secondo, invece, è un estratto ottenuto dai fiori della pianta di canapa (e non dai semi) tramite l’impiego di solventi come l’alcol, l’etere o l’olio di oliva, tutti in grado di estrarre il principio attivo dalla pianta. Questo estratto è disponibile sotto forma di olio concentrato venduto in boccette con contagocce, o sotto forma di pastiglie.

Occorre ricordare che il procedimento di estrazione è estremamente complesso e delicato e – se effettuato in maniera approssimativa e senza le giuste attrezzature – rischia di produrre un olio di cannabis di qualità scadente e potenzialmente dannoso. Per assicurarsi che la qualità del prodotto sia elevata, è opportuno rivolgersi a rivenditori autorizzati ed evitare procedure ed esperimenti casalinghi che potrebbero portare alla combustione e all’estrazione di sostanze nocive.

Fonte: annabis.it

Qual è il valore massimo di CBD (cannabidiolo) ? Quale è il rapporto tra CBD e THC? Facciamo chiarezza!

Cominciamo col dire che il rapporto massimo tra THC e CBD è di 1 a 25.

Facciamo un esempio pratico:

THC:CBD = 1:25

Quindi

Se THC è 0.5% la percentuale massima di CBD sarà circa 12.5%

Molti consumatori, soprattutto al loro primo approccio a questa sostanza, tendono a ricercare le infiorescenze dal valore di CBD più alto. Molti venditori sfruttano questa leva per proporre fiori dichiarando valori assurdi di CBD fino al 30% truffando il cliente che non essendo preparato si lascia sedurre da questi valori.

Diffidate di produttori, commercianti e analisi di laboratorio che mostrino in etichetta un valore di cannabidiolo superiore.

Quando scegliamo una infiorescenza più che badare al valore di CBD dovremmo fare attenzione ad altri aspetti come il profilo terpenico per cui invitiamo i nostri clienti  ad annusare, provare prediligendoli per le loro qualità olfattive.

Ricordiamoi che i prodotti Cannabe sono analizzati da laboratori indipendenti e pubblicati nella sezione Analisi e certificati del nostro sito.

Cassazione: è lecito fumare la cannabis light!

Fumare cannabis light è lecito. Lo ha deciso una sentenza della Cassazione che ha annullato il sequestro preventivo a un commerciante di Civitanova Marche (Macerata) perché la canapa “non va considerata ai fini giuridici sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe”. La pronuncia della Suprema Corte è arrivata dopo la misura del Tribunale del Riesame di Macerata nei confronti di un 28enne che aveva messo in commercio le infiorescenze di cannabis. Ma – si legge nella sentenza – la vendita della cannabis light e l’uso dei suoi derivati (non solo birre e tisane, ma anche il fumo) sono leciti e per questo negozi come quelli del marchigiano non possono essere sottoposti a sequestri preventivi per cessione reiterata dei prodotti.

La sentenza: “Non sono vietati altri usi non menzionati dalla legge”Se è permessa e promossa dalla legge la coltivazione di canapa con una percentuale di principio attivo THC dello 0,6%, allora è lecita anche la commercializzazione. E non va considerata ai fini giuridici sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe. Dopo una pronuncia contraria, dalla Cassazione ne arriva, dunque, una possibilista sulla vendita della cosiddetta cannabis light, che si è diffusa dopo la legge 242 del 2016, intervenuta in favore della filiera della canapa.

Annullando un sequestro preventivo a carico di un ventottenne di Civitanova Marche, la Corte scrive in motivazione che la commercializzazione dei prodotti della canapa è un “corollario logico-giuridico” di quella legge. La norma scarica dalle responsabilità il coltivatore, parla espressamente di usi alimentari e cosmetici, olio e fibre, ma il fatto che vi si faccia riferimento “non comporta che siano di per sé vietati altri usi non menzionati”.

Non solo birre e tisane, ma anche il fumo. Sulla stessa materia la Corte si era di recente pronunciata nel senso opposto (nell’ambito di un maxisequestro a Forlì), con una sentenza nella quale ha precisato che la citata legge non ha affatto reso lecita la commercializzazione della marijuana e dell’hashish con basso principio attivo. Ma, scrive ora la stessa Corte, la precisazione della percentuale di THC al di sotto della quale la sostanza non è considerata “come produttiva di effetti stupefacenti giuridicamente rilevanti” rende lecita la sostanza stessa e di conseguenza anche la sua vendita.

Tale limite, scrivono ora i giudici, ha rappresentato per il legislatore “un ragionevole equilibrio tra esigenze precauzionali relative alla tutela della salute e dell’ordine pubblica e le inevitabili conseguenze della commercializzazione dei prodotti delle coltivazioni”.

La questione – argomenta la Cassazione – è se la commercializzazione riguardi inflorescenze “per fini connessi all’uso che l’acquirente riterrà di farne”, oltre alla produzione di “infusi, the, birre”, cosmetici, “anche il fumo”. Ebbene, secondo i giudici, una interpretazione più restrittiva “trascura che è nella natura dell’attività economica che i prodotti della filiera agroindustriale della canapa siano commercializzati” e che, in assenza di indicazioni precise, “non emergono particolari ragioni per assumere che il loro commercio al dettaglio debba incontrare limiti che non risultano posti al commercio all’ingrosso”.

Fonte: www.tgcom24.mediaset.it

La verità sugli Omega

Olio Canapa vs Olio di Pesce

È un dibattito caldo, in corso nel mondo odierno attento alla salute, che ha gli appassionati della canapa contrapposti ai sostenitori dell’olio di pesce

Quale olio offre maggiori benefici per la salute ed è la scelta migliore?

Cosa dice la scienza sull’olio di semi di canapa:

L’olio di semi di canapa è composto per quasi l’85% da acidi grassi essenziali (EFA) e offre la fonte naturale più ricca e bilanciata di EFA. Infatti la quantità di acido alfa-linolenico e linolenico in 15 ml (un cucchiaio) di olio di semi di canapa fornisce più dei requisiti EFA giornalieri suggeriti dalla FDA.
Inoltre, l’olio di semi di canapa è più basso negli acidi grassi saturi rispetto ad altri oli comparabili, è facilmente digeribile e ha dimostrato di alleviare i sintomi della dermatite atopica (eczema) e persino della psoriasi.

L’olio di semi di canapa presenta anche il più alto contenuto fenolico totale e l’attività antiossidante rispetto a tutti gli altri oli a base vegetale (ad eccezione dell’olio di semi di zucca). I composti fenolici presenti in natura sono noti per svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre il rischio di cancro, alleviando l’infiammazione sistemica, agendo come un potente antiossidante e promuovendo l’eliminazione dei radicali liberi.

Le proprietà chemio-preventive (anticancerogene) dell’olio di semi di canapa agiscono provocando l’apoptosi (morte cellulare), inibendo il ciclo cellulare e prevenendo la proliferazione anormale di cellule caratteristiche dei tumori cancerosi.

Cosa dice la scienza sull’olio di pesce:

Ottenuto dai tessuti del pesce “oleoso” (come sardine, salmone, tonno, acciughe ecc.), L’olio di pesce contiene acidi grassi omega-3 e altri due acidi grassi chiamati EPA e DHA. I pesci grassi non producono naturalmente acidi grassi omega-3 ma piuttosto li accumulano nei loro tessuti mangiando altri pesci che hanno accumulato quantità di acidi grassi omega-3 e di microalghe nei loro corpi.

Sebbene gli studi abbiano dimostrato che l’olio di pesce può aiutare a ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, la sua capacità di alleviare altre condizioni come la degenerazione maculare, il declino cognitivo e la depressione, come attribuito all’olio di semi di canapa, non è stata verificata.

Sfortunatamente, l’olio di pesce non contiene il perfetto equilibrio di acidi grassi omega-3 e omega-6 per il corpo.Gli oli della maggior parte dei pesci che vengono utilizzati per coltivare capsule di olio di pesce (come salmone, aringa, sgombro, acciughe e sardine) hanno un profilo di circa sette volte l’olio omega-3 come olio omega-6.
L’olio di semi di canapa contiene l’ottimo 1 : 4 rapporti di omega-3 a 6 richiesti per il consumo e l’uso del corpo.

Avvertenze sull’olio di pesce dalla FDA

L’olio ottenuto da pesci predatori, “catena alimentare” (tonno albacore, pesce spada, squali reali, ecc.) contiene spesso sostanze tossiche dovute alla biomagnificazione, o l’aumento della concentrazione di inquinanti quando passano da una catena alimentare a un altro. Mercurio, clordano, diossina e PCB sono tossine potenzialmente ingerite da persone che consumano olio di pesce. L’olio di pesce produce anche perossidi che possono causare gravi irritazioni gastrointestinali.

Inoltre, l’olio di pesce può rovinarsi molto facilmente rispetto all’olio di semi di canapa a causa della natura instabile del DHA ed EPA altamente insaturi che contiene. Molte delle capsule di olio di pesce sul mercato sono in realtà rancide. Sfortunatamente, meno olio è saturo, più è instabile e più velocemente si degrada. Poiché l’olio di semi di canapa è a base vegetale, spremuto a freddo, confezionato e conservato in modo appropriato, non si ossida e si rovina facilmente.

Olio di semi di canapa sostenibile – Meglio per l’ambiente

Oltre a essere sicuro da consumare, l’olio di semi di canapa è più sostenibile dell’olio di pesce perché non altera gli ecosistemi oceanici e riduce le considerevoli popolazioni ittiche necessarie per sostenere i pesci che vivono nelle zone superiori della catena alimentare. Inoltre, le piante di canapa sono resistenti ai parassiti e alle malattie, aiutano a ridurre i gas serra nell’atmosfera e forniscono semi di canapa dai quali possiamo pressare a freddo olio di semi di canapa versatile, nutriente ed eco-compatibile.

Trovi i nostri oli alimentari alla canapa qui!!!

Fonte canapas.it

Impieghi e modi d’uso

“Uti et non abuti” sono le parole all’inizio del libretto “Hashish, notizie storiche, chimiche, fisiologiche, terapeutiche” scritto nel 1909 a Torino dal dott. Piero Arpino (riedito da “Shambu” nel 2005, con aggiunte). Il testo contiene anche un ricettario di preparazioni galeniche con 48 malattie curabili con la cannabis. E’ interessante notare l’approccio e il modo di considerare la cannabis più’ di cento anni fa, probabilmente con molta più’ saggezza di quanto si faccia oggi: “Potranno così gli appassionati di emozioni nuove, di ebbrezze fantastiche, e quelli specialmente cui natura fu avara di salute o prodiga di malanni trovare nel buon uso di questa sostanza psichica una soddisfazione alla loro bramosia di piacere i primi: mitigazione o guarigione ai loro affanni gli altri”

La canapa accompagna l’uomo da millenni per diversi usi: edile, tessile, alimentare, di cura di patologie varie, di ricerca del benessere e di una migliore qualità di vita. Messa al bando negli USA nel secolo scorso per l’intervento di concorrenti economici senza scrupoli, ritenuta da noi vietata per ignoranza, oggi torna come una pianta amica per l’uomo e per la natura.

Gli impieghi delle nostre canape nella ricerca del benessere

In passato le persone si immergevano nelle vasche da macero della canapa per lenire dolori e per risanare ferite e piaghe infette, cercavano sollievo da asma e malattie dell’apparato respiratorio andando nei campi di canapa, usavano per curarsi fumigazioni, lavature, decotti, tinture, impiastri, fumo. In farmacie private e ospedaliere l’erba di canapa tratta da infiorescenze veniva preparata per curare molte patologie e come analgesico. A questo proposito è significativo il libello pubblicato dal medico napoletano  Raffaele Valieri nel 1887 dal titolo “Canapa agli incurabili” sottotitolato:“sulla canapa nostrana e i suoi preparati in sostituzione della cannabis indica”.

Ancora oggi sembra che nei paesi sviluppati governi, responsabili delle politiche della salute, ricercatori “ufficiali” ignorino in genere quello che invece case farmaceutiche e produttori di integratori dimostrano da anni di sapere e cioè che non esiste una Cannabis Indica diversa dalla Cannabis Sativa, ma che la specie è unica e che le canape “tranquille,” quelle che non sballano, hanno proprietà curative altrettanto e forse più importanti delle canape dette psicoattive. E sembrano ignorare che il ricorso all’aiuto della canapa viene ormai consigliato quasi sempre sottovoce da autorità mediche “illuminate” anche in ospedali e policlinici di fama internazionale.  E’ bene sapere che anche noi produciamo cannabinoidi detti “endocannabinoidi”, molecole non identiche ma simili ai cannabinoidi contenuti nella resina della pianta di canapa e che i cannabinoidi interferiscono con molte altre sostanze prodotte dal nostro corpo, interferenze i cui meccanismi sono soltanto in minima parte conosciuti.  E’ bene anche dire chiaramente che la canapa non fa miracoli, è una pianta che ha diversi effetti utili interessanti e che moltissimo è ancora da studiare per sapere.

Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata) contengono uno spettro di terpeni completo e una significativa percentuale di cannabinoidi, in massima parte CBD ma anche tutti gli altri principali più alcuni unici di queste varietà quando coltivate nei territori in cui si sono formate, caratteristiche che le rendono particolarmente adatte per un aiuto in molti casi in cui il benessere è compromesso. Il loro contenuto in THC è molto basso, spesso al di sotto dei limiti di rilevabilità e comunque è sempre al di sotto dei limiti di legge. Per le modalità di produzione e confezionamento seguite da anni Assocanapa è oggi l’unica azienda al mondo a poter garantire l’autenticità dell’erba venduta e la qualità più elevata.

Modalità di impiego delle nostre canape ed effetti

Come infuso: un pizzico (0,20-0,50 g) in una tazza da tè di acqua bollente (200 ml), lasciare in infusione 3-5 minuti e dolcificare a piacere. Per il massimo piacere dell’aroma dell’erba di canapa e un leggero effetto rilassante e piacevolmente dissetante, da bere anche fredda. Indicata nei casi di tensione per qualsiasi ragione oppure per persone che si sentono agitate o “rigide”.

Come decotto: fino a un massimo di 2 grammi di prodotto per tazza, far bollire fino a un massimo di 15 minuti e dolcificare a piacere. In questo modo parte della resina (composta in massima parte da cannabinoidi) si stacca dalle parti verdi e rimane in sospensione nell’acqua, insieme a terpeni e flavonoidi. Il sapore è molto marcato e pungente, ma è un rimedio antico e funziona. Per un effetto ancora più deciso farla bollire nel latte (la resina è solubile nei grassi). Se la si prepara per più assunzioni, fare attenzione a scuotere il liquido prima di versare nella tazza perché i cristallini che costituiscono la resina precipitano sul fondo della bottiglia. Preparate il decotto per non più di 2 giorni e tenetelo in frigorifero. Viene sempre consigliato di adattare gradualmente nel tempo la preparazione alle proprie necessità cominciando da meno prodotto nell’acqua per poi aumentare la quantità dopo almeno 4 o 5 giorni ogni volta, per dare all’organismo il tempo di adattarsi; viene anche consigliato di cominciare con una assunzione al giorno meglio alla sera e poi, se non è sufficiente per avere effetti aggiungere. dopo qualche giorno una assunzione al mattino e ,se ancora non si ottengono effetti,  passare a tre al giorno tra loro distanziate in modo regolare. Di questo tipo di impiego è’ consigliabile parlarne con il proprio medico o con il farmacista di fiducia.

Come condimento in sughi, insalate, minestre, dolci, intingoli, salse oppure come ingrediente: utilizzare tal quale, sbriciolando i fiori; oppure saltare rapidamente i fiori in burro o in olio extravergine di oliva e poi aggiungere alle preparazioni alimentari. In questo caso la fantasia dei cuochi italiani permette infinite combinazioni. Salvo esigenze particolari, non superare i 2 grammi di prodotto per ogni Kg di alimenti per non rischiare un gusto “sgradevole” (amaro) e per utilizzare tutte le proprietà dell’erba di canapa ed apprezzarne il gusto.

Come aromatizzante per bevande (cocktail, long drink, bibite, aperitivi, digestivi, frullati, frappé…): un’infiorescenza piccola per bicchiere, sprigiona un piacevole aroma e dà un tocco originale di colore.

Per inalazioni: introdurre una piccola quantità (0,05 grammi) in un apposito apparecchio. Se si utilizza un vaporizzatore togliere prima i semi presenti. Per un effetto veloce e di breve durata.

Per fumigazioni: mettere 1 o 2 grammi di prodotto in acqua bollente, coprire la testa con un asciugamano ed inalare/aspirare il vapore (un risultato migliore lo si può ottenere con 2 o 3 gocce di olio essenziale) in genere si ricorre a questo impiego per stroncare le crisi di asma.

Per la diffusione del profumo negli ambienti: togliere i semi e bruciare il prodotto in un incensiere, sulla carbonella. Un piacevole profumo di canapa si diffonderà nei vostri locali. Per profumare di canapa gli ambienti, godere delle proprietà benefiche dell’erba di canapa, tenere lontane le zanzare.

Fumo: nella ricerca del benessere il fumo della canapa è conosciuto da millenni anche nei nostri paesi; a livello medico se ne sconsiglia l’uso sia perché il fumo non fa mai bene ai polmoni, perché con la combustione circa il 40% dei principi attivi vengono bruciati, perché i risultati che se ne ottengono sono istantanei ma poco duraturi.

Precauzioni:

Non esagerate nell’assunzione dell’erba. L’erba di canapa di Assocanapa non è psicoattiva ma in grandi quantità in associazione con alcolici può dare effetti sgradevoli (capogiri, ansia, tachicardia, abbassamenti di pressione nausea). Se la assumete per avere aiuto a stare meglio, parlatene con il vostro medico o con il vostro farmacista.


Fonte assocanapa.it

La pianta di canapa: le origini e la grande possibilità per il nostro Futuro!

La pianta di Canapa, conosciuta fin dall’antichità è originaria dell’Asia centrale e sacra per il popolo Hindu.
La Canapa o Cannabis è un genere di piante angiosperme della famiglia delle Cannabaceae. Secondo alcuni pareri comprende un’unica specie, la Cannabis Sativa che a sua volta si divide in altre varietà, secondo altri si divide in tre specie diverse, la Sativa, Indica e Ruderalis.
Le piante di canapa sono sia monoiche (utili per la produzione di semi a uso alimentare) sia dioiche. I fiori maschili (staminiferi) sono riuniti in pannocchie terminali e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami. I fiori femminili (pistilliferi) sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe; ognuno mostra un calice membranaceo che avvolge strettamente un ovario supero e uniloculare, sormontato da due stili e due stimmi.
Questa è una pianta erbacea, una lunga radice a fittone e un fusto eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie. Ha un’altezza media che varia da 1,5 e 2 metri, alcune specie però possono essere alte fino a mezzo metro e altre addirittura fino a 5 metri (Sativa ).

La Canapa è una pianta “RICCA”, ricca di innumerevoli sostanze che ne condizionano anche la reputazione agli occhi del mondo, al contrario metaboliti con speciali caratteristiche fanno si che i frutti di questa
pianta trovino gradimento in più settori.

Il contenuto di metaboliti secondari vincola la tassonomia in due sottogruppi o chemiotipi a seconda dell’enzima preposto nella biosintesi dei cannabinoidi. Si distingue il chemiotipo CBD, caratterizzato dall’enzima CBDA-sintetasi che contraddistingue la canapa destinata a usi agroindustriali e terapeutici e il
chemiotipo THC caratterizzato dall’enzima THCA-sintetasi presente nelle varietà di cannabis destinate a produrre inflorescenze e medicamenti. L’ibrido f1 manifesta la contemporanea presenza di entrambi i maggiori cannabinoidi CBD e THC confermando l’aspetto politipico della cannabis.
I preparati psicoattivi come l’hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenute appunto dal genotipo THCA-sintetasi. Tale sottogruppo fu coltivato fino alla seconda metà del secolo scorso, nonostante fosse stato proibito negli anni ’20-’30 l’uso come medicina (ma
affrontando la questione terapeutica nei casi previsti impiegando tinture o estratti fitogalenici). Tali genotipi, fino ad allora, erano, per così dire, “domesticati” (se confrontati con i valori odierni), venendo impiegati nella costituzione di ibridi altamente produttivi utilizzati in campo industriale.
Analogamente, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, furono selezionate dapprima in Francia, Polonia e Russia le varietà destinate a usi esclusivamente agroindustriali, ottenute dal genotipo CBDA-sintetasi, distinte da un contenuto ormai irrisorio (se riferito ai valori originari) sia del metabolita specifico sia dei cannabinoidi minori.

Il genere umano negli ultimi 40 ha una mission davvero ardua, fondamentale per la propria sopravvivenza, arrivare sempre più ad una indipendenza da combustibili fossili.
E’ difficile immaginare una società che non utilizzi il petrolio per i suoi molteplici usi, oppure i milioni di alberi abbattuti ogni anno e dei danni procurati all’ambiente dalle molteplici tonnellate di rifiuti prodotte giornalmente ovunque.
Difficile, ma non impossibile!
A tutte queste problematiche potrebbe giungere in soccorso la pianta della Canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità.