Cassazione: è lecito fumare la cannabis light!

Fumare cannabis light è lecito. Lo ha deciso una sentenza della Cassazione che ha annullato il sequestro preventivo a un commerciante di Civitanova Marche (Macerata) perché la canapa “non va considerata ai fini giuridici sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe”. La pronuncia della Suprema Corte è arrivata dopo la misura del Tribunale del Riesame di Macerata nei confronti di un 28enne che aveva messo in commercio le infiorescenze di cannabis. Ma – si legge nella sentenza – la vendita della cannabis light e l’uso dei suoi derivati (non solo birre e tisane, ma anche il fumo) sono leciti e per questo negozi come quelli del marchigiano non possono essere sottoposti a sequestri preventivi per cessione reiterata dei prodotti.

La sentenza: “Non sono vietati altri usi non menzionati dalla legge”Se è permessa e promossa dalla legge la coltivazione di canapa con una percentuale di principio attivo THC dello 0,6%, allora è lecita anche la commercializzazione. E non va considerata ai fini giuridici sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe. Dopo una pronuncia contraria, dalla Cassazione ne arriva, dunque, una possibilista sulla vendita della cosiddetta cannabis light, che si è diffusa dopo la legge 242 del 2016, intervenuta in favore della filiera della canapa.

Annullando un sequestro preventivo a carico di un ventottenne di Civitanova Marche, la Corte scrive in motivazione che la commercializzazione dei prodotti della canapa è un “corollario logico-giuridico” di quella legge. La norma scarica dalle responsabilità il coltivatore, parla espressamente di usi alimentari e cosmetici, olio e fibre, ma il fatto che vi si faccia riferimento “non comporta che siano di per sé vietati altri usi non menzionati”.

Non solo birre e tisane, ma anche il fumo. Sulla stessa materia la Corte si era di recente pronunciata nel senso opposto (nell’ambito di un maxisequestro a Forlì), con una sentenza nella quale ha precisato che la citata legge non ha affatto reso lecita la commercializzazione della marijuana e dell’hashish con basso principio attivo. Ma, scrive ora la stessa Corte, la precisazione della percentuale di THC al di sotto della quale la sostanza non è considerata “come produttiva di effetti stupefacenti giuridicamente rilevanti” rende lecita la sostanza stessa e di conseguenza anche la sua vendita.

Tale limite, scrivono ora i giudici, ha rappresentato per il legislatore “un ragionevole equilibrio tra esigenze precauzionali relative alla tutela della salute e dell’ordine pubblica e le inevitabili conseguenze della commercializzazione dei prodotti delle coltivazioni”.

La questione – argomenta la Cassazione – è se la commercializzazione riguardi inflorescenze “per fini connessi all’uso che l’acquirente riterrà di farne”, oltre alla produzione di “infusi, the, birre”, cosmetici, “anche il fumo”. Ebbene, secondo i giudici, una interpretazione più restrittiva “trascura che è nella natura dell’attività economica che i prodotti della filiera agroindustriale della canapa siano commercializzati” e che, in assenza di indicazioni precise, “non emergono particolari ragioni per assumere che il loro commercio al dettaglio debba incontrare limiti che non risultano posti al commercio all’ingrosso”.

Fonte: www.tgcom24.mediaset.it

La verità sugli Omega

Olio Canapa vs Olio di Pesce

È un dibattito caldo, in corso nel mondo odierno attento alla salute, che ha gli appassionati della canapa contrapposti ai sostenitori dell’olio di pesce

Quale olio offre maggiori benefici per la salute ed è la scelta migliore?

Cosa dice la scienza sull’olio di semi di canapa:

L’olio di semi di canapa è composto per quasi l’85% da acidi grassi essenziali (EFA) e offre la fonte naturale più ricca e bilanciata di EFA. Infatti la quantità di acido alfa-linolenico e linolenico in 15 ml (un cucchiaio) di olio di semi di canapa fornisce più dei requisiti EFA giornalieri suggeriti dalla FDA.
Inoltre, l’olio di semi di canapa è più basso negli acidi grassi saturi rispetto ad altri oli comparabili, è facilmente digeribile e ha dimostrato di alleviare i sintomi della dermatite atopica (eczema) e persino della psoriasi.

L’olio di semi di canapa presenta anche il più alto contenuto fenolico totale e l’attività antiossidante rispetto a tutti gli altri oli a base vegetale (ad eccezione dell’olio di semi di zucca). I composti fenolici presenti in natura sono noti per svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre il rischio di cancro, alleviando l’infiammazione sistemica, agendo come un potente antiossidante e promuovendo l’eliminazione dei radicali liberi.

Le proprietà chemio-preventive (anticancerogene) dell’olio di semi di canapa agiscono provocando l’apoptosi (morte cellulare), inibendo il ciclo cellulare e prevenendo la proliferazione anormale di cellule caratteristiche dei tumori cancerosi.

Cosa dice la scienza sull’olio di pesce:

Ottenuto dai tessuti del pesce “oleoso” (come sardine, salmone, tonno, acciughe ecc.), L’olio di pesce contiene acidi grassi omega-3 e altri due acidi grassi chiamati EPA e DHA. I pesci grassi non producono naturalmente acidi grassi omega-3 ma piuttosto li accumulano nei loro tessuti mangiando altri pesci che hanno accumulato quantità di acidi grassi omega-3 e di microalghe nei loro corpi.

Sebbene gli studi abbiano dimostrato che l’olio di pesce può aiutare a ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, la sua capacità di alleviare altre condizioni come la degenerazione maculare, il declino cognitivo e la depressione, come attribuito all’olio di semi di canapa, non è stata verificata.

Sfortunatamente, l’olio di pesce non contiene il perfetto equilibrio di acidi grassi omega-3 e omega-6 per il corpo.Gli oli della maggior parte dei pesci che vengono utilizzati per coltivare capsule di olio di pesce (come salmone, aringa, sgombro, acciughe e sardine) hanno un profilo di circa sette volte l’olio omega-3 come olio omega-6.
L’olio di semi di canapa contiene l’ottimo 1 : 4 rapporti di omega-3 a 6 richiesti per il consumo e l’uso del corpo.

Avvertenze sull’olio di pesce dalla FDA

L’olio ottenuto da pesci predatori, “catena alimentare” (tonno albacore, pesce spada, squali reali, ecc.) contiene spesso sostanze tossiche dovute alla biomagnificazione, o l’aumento della concentrazione di inquinanti quando passano da una catena alimentare a un altro. Mercurio, clordano, diossina e PCB sono tossine potenzialmente ingerite da persone che consumano olio di pesce. L’olio di pesce produce anche perossidi che possono causare gravi irritazioni gastrointestinali.

Inoltre, l’olio di pesce può rovinarsi molto facilmente rispetto all’olio di semi di canapa a causa della natura instabile del DHA ed EPA altamente insaturi che contiene. Molte delle capsule di olio di pesce sul mercato sono in realtà rancide. Sfortunatamente, meno olio è saturo, più è instabile e più velocemente si degrada. Poiché l’olio di semi di canapa è a base vegetale, spremuto a freddo, confezionato e conservato in modo appropriato, non si ossida e si rovina facilmente.

Olio di semi di canapa sostenibile – Meglio per l’ambiente

Oltre a essere sicuro da consumare, l’olio di semi di canapa è più sostenibile dell’olio di pesce perché non altera gli ecosistemi oceanici e riduce le considerevoli popolazioni ittiche necessarie per sostenere i pesci che vivono nelle zone superiori della catena alimentare. Inoltre, le piante di canapa sono resistenti ai parassiti e alle malattie, aiutano a ridurre i gas serra nell’atmosfera e forniscono semi di canapa dai quali possiamo pressare a freddo olio di semi di canapa versatile, nutriente ed eco-compatibile.

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Fonte canapas.it

Impieghi e modi d’uso

“Uti et non abuti” sono le parole all’inizio del libretto “Hashish, notizie storiche, chimiche, fisiologiche, terapeutiche” scritto nel 1909 a Torino dal dott. Piero Arpino (riedito da “Shambu” nel 2005, con aggiunte). Il testo contiene anche un ricettario di preparazioni galeniche con 48 malattie curabili con la cannabis. E’ interessante notare l’approccio e il modo di considerare la cannabis più’ di cento anni fa, probabilmente con molta più’ saggezza di quanto si faccia oggi: “Potranno così gli appassionati di emozioni nuove, di ebbrezze fantastiche, e quelli specialmente cui natura fu avara di salute o prodiga di malanni trovare nel buon uso di questa sostanza psichica una soddisfazione alla loro bramosia di piacere i primi: mitigazione o guarigione ai loro affanni gli altri”

La canapa accompagna l’uomo da millenni per diversi usi: edile, tessile, alimentare, di cura di patologie varie, di ricerca del benessere e di una migliore qualità di vita. Messa al bando negli USA nel secolo scorso per l’intervento di concorrenti economici senza scrupoli, ritenuta da noi vietata per ignoranza, oggi torna come una pianta amica per l’uomo e per la natura.

Gli impieghi delle nostre canape nella ricerca del benessere

In passato le persone si immergevano nelle vasche da macero della canapa per lenire dolori e per risanare ferite e piaghe infette, cercavano sollievo da asma e malattie dell’apparato respiratorio andando nei campi di canapa, usavano per curarsi fumigazioni, lavature, decotti, tinture, impiastri, fumo. In farmacie private e ospedaliere l’erba di canapa tratta da infiorescenze veniva preparata per curare molte patologie e come analgesico. A questo proposito è significativo il libello pubblicato dal medico napoletano  Raffaele Valieri nel 1887 dal titolo “Canapa agli incurabili” sottotitolato:“sulla canapa nostrana e i suoi preparati in sostituzione della cannabis indica”.

Ancora oggi sembra che nei paesi sviluppati governi, responsabili delle politiche della salute, ricercatori “ufficiali” ignorino in genere quello che invece case farmaceutiche e produttori di integratori dimostrano da anni di sapere e cioè che non esiste una Cannabis Indica diversa dalla Cannabis Sativa, ma che la specie è unica e che le canape “tranquille,” quelle che non sballano, hanno proprietà curative altrettanto e forse più importanti delle canape dette psicoattive. E sembrano ignorare che il ricorso all’aiuto della canapa viene ormai consigliato quasi sempre sottovoce da autorità mediche “illuminate” anche in ospedali e policlinici di fama internazionale.  E’ bene sapere che anche noi produciamo cannabinoidi detti “endocannabinoidi”, molecole non identiche ma simili ai cannabinoidi contenuti nella resina della pianta di canapa e che i cannabinoidi interferiscono con molte altre sostanze prodotte dal nostro corpo, interferenze i cui meccanismi sono soltanto in minima parte conosciuti.  E’ bene anche dire chiaramente che la canapa non fa miracoli, è una pianta che ha diversi effetti utili interessanti e che moltissimo è ancora da studiare per sapere.

Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata) contengono uno spettro di terpeni completo e una significativa percentuale di cannabinoidi, in massima parte CBD ma anche tutti gli altri principali più alcuni unici di queste varietà quando coltivate nei territori in cui si sono formate, caratteristiche che le rendono particolarmente adatte per un aiuto in molti casi in cui il benessere è compromesso. Il loro contenuto in THC è molto basso, spesso al di sotto dei limiti di rilevabilità e comunque è sempre al di sotto dei limiti di legge. Per le modalità di produzione e confezionamento seguite da anni Assocanapa è oggi l’unica azienda al mondo a poter garantire l’autenticità dell’erba venduta e la qualità più elevata.

Modalità di impiego delle nostre canape ed effetti

Come infuso: un pizzico (0,20-0,50 g) in una tazza da tè di acqua bollente (200 ml), lasciare in infusione 3-5 minuti e dolcificare a piacere. Per il massimo piacere dell’aroma dell’erba di canapa e un leggero effetto rilassante e piacevolmente dissetante, da bere anche fredda. Indicata nei casi di tensione per qualsiasi ragione oppure per persone che si sentono agitate o “rigide”.

Come decotto: fino a un massimo di 2 grammi di prodotto per tazza, far bollire fino a un massimo di 15 minuti e dolcificare a piacere. In questo modo parte della resina (composta in massima parte da cannabinoidi) si stacca dalle parti verdi e rimane in sospensione nell’acqua, insieme a terpeni e flavonoidi. Il sapore è molto marcato e pungente, ma è un rimedio antico e funziona. Per un effetto ancora più deciso farla bollire nel latte (la resina è solubile nei grassi). Se la si prepara per più assunzioni, fare attenzione a scuotere il liquido prima di versare nella tazza perché i cristallini che costituiscono la resina precipitano sul fondo della bottiglia. Preparate il decotto per non più di 2 giorni e tenetelo in frigorifero. Viene sempre consigliato di adattare gradualmente nel tempo la preparazione alle proprie necessità cominciando da meno prodotto nell’acqua per poi aumentare la quantità dopo almeno 4 o 5 giorni ogni volta, per dare all’organismo il tempo di adattarsi; viene anche consigliato di cominciare con una assunzione al giorno meglio alla sera e poi, se non è sufficiente per avere effetti aggiungere. dopo qualche giorno una assunzione al mattino e ,se ancora non si ottengono effetti,  passare a tre al giorno tra loro distanziate in modo regolare. Di questo tipo di impiego è’ consigliabile parlarne con il proprio medico o con il farmacista di fiducia.

Come condimento in sughi, insalate, minestre, dolci, intingoli, salse oppure come ingrediente: utilizzare tal quale, sbriciolando i fiori; oppure saltare rapidamente i fiori in burro o in olio extravergine di oliva e poi aggiungere alle preparazioni alimentari. In questo caso la fantasia dei cuochi italiani permette infinite combinazioni. Salvo esigenze particolari, non superare i 2 grammi di prodotto per ogni Kg di alimenti per non rischiare un gusto “sgradevole” (amaro) e per utilizzare tutte le proprietà dell’erba di canapa ed apprezzarne il gusto.

Come aromatizzante per bevande (cocktail, long drink, bibite, aperitivi, digestivi, frullati, frappé…): un’infiorescenza piccola per bicchiere, sprigiona un piacevole aroma e dà un tocco originale di colore.

Per inalazioni: introdurre una piccola quantità (0,05 grammi) in un apposito apparecchio. Se si utilizza un vaporizzatore togliere prima i semi presenti. Per un effetto veloce e di breve durata.

Per fumigazioni: mettere 1 o 2 grammi di prodotto in acqua bollente, coprire la testa con un asciugamano ed inalare/aspirare il vapore (un risultato migliore lo si può ottenere con 2 o 3 gocce di olio essenziale) in genere si ricorre a questo impiego per stroncare le crisi di asma.

Per la diffusione del profumo negli ambienti: togliere i semi e bruciare il prodotto in un incensiere, sulla carbonella. Un piacevole profumo di canapa si diffonderà nei vostri locali. Per profumare di canapa gli ambienti, godere delle proprietà benefiche dell’erba di canapa, tenere lontane le zanzare.

Fumo: nella ricerca del benessere il fumo della canapa è conosciuto da millenni anche nei nostri paesi; a livello medico se ne sconsiglia l’uso sia perché il fumo non fa mai bene ai polmoni, perché con la combustione circa il 40% dei principi attivi vengono bruciati, perché i risultati che se ne ottengono sono istantanei ma poco duraturi.

Precauzioni:

Non esagerate nell’assunzione dell’erba. L’erba di canapa di Assocanapa non è psicoattiva ma in grandi quantità in associazione con alcolici può dare effetti sgradevoli (capogiri, ansia, tachicardia, abbassamenti di pressione nausea). Se la assumete per avere aiuto a stare meglio, parlatene con il vostro medico o con il vostro farmacista.


Fonte assocanapa.it

La pianta di canapa: le origini e la grande possibilità per il nostro Futuro!

La pianta di Canapa, conosciuta fin dall’antichità è originaria dell’Asia centrale e sacra per il popolo Hindu.
La Canapa o Cannabis è un genere di piante angiosperme della famiglia delle Cannabaceae. Secondo alcuni pareri comprende un’unica specie, la Cannabis Sativa che a sua volta si divide in altre varietà, secondo altri si divide in tre specie diverse, la Sativa, Indica e Ruderalis.
Le piante di canapa sono sia monoiche (utili per la produzione di semi a uso alimentare) sia dioiche. I fiori maschili (staminiferi) sono riuniti in pannocchie terminali e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami. I fiori femminili (pistilliferi) sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe; ognuno mostra un calice membranaceo che avvolge strettamente un ovario supero e uniloculare, sormontato da due stili e due stimmi.
Questa è una pianta erbacea, una lunga radice a fittone e un fusto eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie. Ha un’altezza media che varia da 1,5 e 2 metri, alcune specie però possono essere alte fino a mezzo metro e altre addirittura fino a 5 metri (Sativa ).

La Canapa è una pianta “RICCA”, ricca di innumerevoli sostanze che ne condizionano anche la reputazione agli occhi del mondo, al contrario metaboliti con speciali caratteristiche fanno si che i frutti di questa
pianta trovino gradimento in più settori.

Il contenuto di metaboliti secondari vincola la tassonomia in due sottogruppi o chemiotipi a seconda dell’enzima preposto nella biosintesi dei cannabinoidi. Si distingue il chemiotipo CBD, caratterizzato dall’enzima CBDA-sintetasi che contraddistingue la canapa destinata a usi agroindustriali e terapeutici e il
chemiotipo THC caratterizzato dall’enzima THCA-sintetasi presente nelle varietà di cannabis destinate a produrre inflorescenze e medicamenti. L’ibrido f1 manifesta la contemporanea presenza di entrambi i maggiori cannabinoidi CBD e THC confermando l’aspetto politipico della cannabis.
I preparati psicoattivi come l’hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenute appunto dal genotipo THCA-sintetasi. Tale sottogruppo fu coltivato fino alla seconda metà del secolo scorso, nonostante fosse stato proibito negli anni ’20-’30 l’uso come medicina (ma
affrontando la questione terapeutica nei casi previsti impiegando tinture o estratti fitogalenici). Tali genotipi, fino ad allora, erano, per così dire, “domesticati” (se confrontati con i valori odierni), venendo impiegati nella costituzione di ibridi altamente produttivi utilizzati in campo industriale.
Analogamente, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, furono selezionate dapprima in Francia, Polonia e Russia le varietà destinate a usi esclusivamente agroindustriali, ottenute dal genotipo CBDA-sintetasi, distinte da un contenuto ormai irrisorio (se riferito ai valori originari) sia del metabolita specifico sia dei cannabinoidi minori.

Il genere umano negli ultimi 40 ha una mission davvero ardua, fondamentale per la propria sopravvivenza, arrivare sempre più ad una indipendenza da combustibili fossili.
E’ difficile immaginare una società che non utilizzi il petrolio per i suoi molteplici usi, oppure i milioni di alberi abbattuti ogni anno e dei danni procurati all’ambiente dalle molteplici tonnellate di rifiuti prodotte giornalmente ovunque.
Difficile, ma non impossibile!
A tutte queste problematiche potrebbe giungere in soccorso la pianta della Canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità.